SENSE IS SIMPLE

Place

Exhibition | Triennale di Milano, Milan - Italy

Year

2012

Photos by

Jürgen Eheim

CONCEPT
“Less is more”; I cannot nd a maxim better than this to represent the spirit of our present-future. These three short, crisp words, in perfect praise of that complete simplicity which makes architecture great, were the- conceptual cornerstone, the load-bearing creed of the brilliant Ludwig Mies van der Rohe, one of those ne minds whose work shaped the face of modern architecture. These three words have inspired my de nation of the installation Sense is simple, the spa—a temporary, ideal three-dimensional cross-section of the world of wellness that I’ve created for the Milan Triennale. Mies van der Rohe was the father of a “skin and bones” architecture of material honesty and structural integrity. He sancti ed the particular and thought God resided in the details. In details that, in his works, were never frills or stereotypical trappings, but pure essence, na- ked souls that brought alive the equation, simplicity = beauty. To believe in the phrase “less is more” is to believe in the capacity of negative space to charge positive space with meaning. And for me, in these times of chameleon-like change, it means to believe in the power of simple elements to regenerate, renew and reshape matter in a way that is natural, effective and sincere. It means, for example, to believe in the good that can be done by light, images, sound, texture and color. Light is a wonderfully non-invasive entity; with its mere presence-absence it can rede ne harmonies, balances, spaces, shapes and volumes. In its basic simplicity it tells stories of truth, stories that become synonymous with intelligence and sustainability. That’s exactly why, in my architecture, the revolution of space begins with the unconscious awareness of the extraordinary power of light. To believe, as I do, in an architecture of light and matter is to give importance to gestures that are simple but never dull. It means believing that less can become more if one chooses to tell stories that are naturally synonymous with magic and wonder, and that testify to a beauty that is linear and authentic, but forever evolv- ing.Stories that can make history, in their turn, as those told by Mies van der Rohe have done. In Sense is simple, a place devoted to psycho-physical regeneration, the lighting systems, together with the sophisticated rhythmic sounds and the simple wraparound compositional signs, built an interactive space with a strong syn- aesthetic charge. In this place, with its surreal features, the visitor was immersed in an amniotic limbo that can eclipse the canonical relationship between space and time. Simone Micheli

THE SPACE
In this place, in which dynamism and interactivity reigned supreme, everything became at once simple and ancestral. Sense is simple wished to emphasize how important it is, today, to get back to simplicity through the intelligent use of the complexities that characterize our present; back to placing extreme value on the relationship between one person and another and on that between the person and the senses. Sense is simple was a pretext to tell a multi-sensory story, connected with wellness, which shifts its horizon be-yond the con nes of known reality not only to seek an alteration in language and content, but to de ne renewed experiential models capable of helping guests perceive a message of extraordinary uniqueness. In this sense the installation that Simone Micheli dedicated to the Triennale di Milano was the child of intense re ections on the social-behavioral “spaces” that have characterized, and continue to characterize, our past and present temporal dimension with its continuous ebb and ow; it was a three-dimensional ensemble that draws intellectual oxygen from the meaning of life, from the varied relationship between humans and their environment; it was a living uid aggregation for and on the web; it showed an osmotic fusion of complementary stories with the intent to create a unique example of signi cant depth, capable of indelibly touching the hearts and minds of its audience, eager to “hear” distinctive and memorable tales lled with real innovation-evolution.

“Sense is Simple” was an elegant, exciting and unlikely cross-section of the wellness center, where lightness, simplicity, harmony and instinct are modeled; it was a small corner of paradise to retreat to when one wishes to escape from the chaos of daily life.


CONCEPT “Less is more”, non trovo massima migliore di questa per rappresentare lo spirito del nostro presente-futuro. Queste tre parole brevi e incisive, perfetto elogio di quella semplicità piena che rende l’architettura grande, erano l’architrave concettuale, il credo portante, del talentuoso Ludwig Mies van der Rohe, una di quelle menti di pregio che, con la loro opera, hanno segnato il volto dell’architettura moderna. Queste tre parole hanno ispirato la de nizione dell’installazione “Sense is simple, the spa”: un ideale spaccato tridimensionale tempo- raneo legato al mondo del benessere che ho creato per la Triennale di Milano. Mies van der Rohe è stato il padre di un’architettura “pelle e ossa” caratterizzata da onestà materiale e integrità strutturale. Santi cava il particolare e pensava che Dio risiedesse nei dettagli. In quei dettagli che, nelle sue opere, non erano mai equivalenti a fronzoli o orpelli stereotipati, ma essenza allo stato puro. Anime nude che rendevano evidente l’equazione semplicità=bellezza. Credere in una frase come “less is more” - il meno è il più - signi ca credere in vuoti che sanno riempire di signi cato i pieni. E per me, signi ca oggi, in un tempo camaleonticamente variato, credere nella forza di elementi semplici capaci di riquali care, rinnovare e riplasmare la materia in modo naturale, ef cace, sincero. Signi ca, per esempio, credere nel potere buono della luce, delle immagini, del suono, della materia, del colore. La luce è un’entità meravigliosamente non invasiva, capace di ride nire, con la sua sola presenza-assenza, armonie, equilibri, spazi, geometrie e volumi. Nella sua semplicità essenziale essa ci racconta storie di verità, storie che sanno diventare sinonimo d’intelligenza e sostenibilità. È proprio per questo che, nelle mie architetture la rivoluzione dello spazio parte dall’inconscia consapevolezza dello straordinario potere della luce. Credere, come faccio, in un’architettura di luce e di materia signi ca dare im- portanza a gesti semplici, ma mai banali. Signi ca credere che il meno possa trasformarsi in più se si scelgono di raccontare storie che, con naturalezza,sappiano essere sinonimo di incanto e di meraviglia e testimoni di una bellezza sempre nuova, lineare e autentica. Storie che, come quelle raccontateci da Mies van der Rohe, possano, a loro volta, fare la storia.” Simone Micheli LO SPAZIO In “Sense is simple”, luogo dedicato alla rigenerazione psico- sica, i sistemi proiettivi insieme alle ricercate ritmiche sonore, ai semplici ed avvolgenti segni compositivi hanno costruito uno spazio interattivo dalla forte carica sinestetica. In questo luogo, dai tratti surreali, il visitatore si è trovato immerso in un amniotico limbo capace di far dimenticare il canonico rapporto tra spazio e tempo. In questo luogo all’interno del quale la din- amicità insieme all’interattività hanno dominato sovrane, tutto si fa semplice e al tempo stesso ancestrale. “Sense is simple” ha voluto evidenziare quanto sia importante, oggi, ritornare alla semplicità attraverso l’intelligente uso delle complessità che caratterizzano il nostro presente; ritornare a dare estremo valore al
rapporto tra uomo e uomo, tra l’uomo e i suoi sensi. “Sense is simple” ha rappresentato un pretesto per raccontare una brano polisensoriale connesso alla dimensione del benessere che intende spostare il proprio orizzonte oltre le barriere del reale conosciuto, non solo ricercando un’alterazione linguistica e contenutistica, ma de nendo rinnovati modelli esperienziali capaci di far percepire all’ospite un messaggio di straordinaria unicità. In questo senso l’installazione che l’architetto Micheli ha dedicato alla Triennale di Milano è glia di dense ri essioni sugli “spazi” socio comportamentali che hanno caratterizzato e che caratterizzano la nostra passata e presente dimensione temporale in continuo mutamento; è stato un insieme tridimensionale che prendeva ossigeno intellettuale dal senso della vita, dal variato rapporto tra l’uomo e il circostante; è stato una uida aggregazione viva per e nella rete; ha mostrato un’osmotica fusione di storie complementari con l’intento di generare un unicum di rilevante spessore, capace di perforare indelebilmente il cuore e la mente del suo fruitore desideroso di “ascoltare” tracce colme di reale innovazione-evoluzione, memorabili e distintive. “Sense is Simple” è stato un elegante, stimolante e improbabile spaccato di centro benessere, in cui leggerezza, semplicità, armonia, istintività si sono modellati; un piccolo angolo di Paradiso, in cui rifugiarsi, per evadere dal caos in cui l’uomo vive quotidianamente.
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