SIMONE MICHELI ARCHITECTURAL HERO MILAN

Place

Ventura-Lambrate Design District, Milan - Italy

Area

200 sqm

Year

2012

Photos by

Jürgen Eheim

In occasione del Salone del Mobile 2012 si è inaugurato a Lambrate, in via Ventura, il nuovo studio di Simone Micheli, satellite della ormai storica sede di Firenze, e testa di ponte verso i territori europei e quelli interconti- nentali. Situato in una zona di grande sviluppo e crescita, si colloca all’interno di uno dei prestigiosi interventi di recupero dell’area che vanta spazi rigenerati, ambientazioni rarefatte ed alcuni importanti attrattori, capaci di riqualificare l’intero quartiere: la sede di Radio 101, le gallerie Massimo De Carlo e Francesca Minini, la Scuola Politecnica di Design e il Lambretto Art Project. La volontà è quella di disegnare i tratti di un ambito spaziale unico e straordinario all’interno del quale raccontare una storia connessa al presente-futuro, sospesa tra l’architettura, la moda, il design, la cultura e le umane relazioni. L’obiettivo è di realizzare uno spazio in grado di celebrare il valore della ricerca e della sperimentazi- one, dell’evoluzione, capace di assurgere a simbolo per la costruzione di un intelligente futuro. Lo studio verrà utilizzato, dunque, come un vero e proprio salotto urbano temporaneo, dove potersi incontrare, all’interno del quale poter riflettere e comunicare. Uno spazio “opera” da visitare per immaginare un altro possibile domani, da utilizzare in maniera trasversale per informarsi, per scoprire, per comunicare, per accettare la sfida per il futuro di continuare ad accrescere le nostre capacità creando “cose” che lascino memoria di sé.

“La continua e rapida evoluzione di tutti i sistemi, la costante ricerca connessa al mondo dell’evoluzione, l’ibridazione comunicativa e di campo disci- plinare stanno producendo e produrranno sogni tridimensionali sempre più complessi, in cui convivranno forti interazioni fra disegno, scoperta scientifica, tecnologia e materializzazioni di alterazioni sociali. La ricerca all’interno del mondo del progetto sarà sempre più costituita da strutture percettive, da microclimi sensoriali intelligenti che tenderanno ad una realtà astratta, immateriale, colma di funzioni ed informazioni. Il futuro vedrà un’architettura che diverrà sempre più oggetto e/o sistema reversibile e leggero che dovrà adeguarsi al vorticoso variare delle infinite possibili realtà, capaci di tradurre se stesse in molte altre specie di oggetti e/o sistemi. L’architettura dovrà essere sempre più considerata come un aggregato di materia artificiale o naturale vivo solo grazie alla vita portata dalle umane presenze. L’apertura verso le diversità che influenzano le nostre menti ed i nostri sogni, aumenterà la consapevolezza e la necessità di soluzioni sempre più complesse, anomale, improbabili, inimmaginabili. Sim- boli ed immagini appartenenti a mondi diversi verranno sintetizzate ed elaborate entrando a far parte di linguaggi che rimarranno personali, radicalizzati. La continua ricerca progettuale e tecnologica ci porterà a concepire iperboliche soluzioni rispondenti ad uno stesso tema: l’alterazione del reale conosciuto per determinare pianeti altri dove compiere i nostri rituali, i nostri movimenti, i nostri gesti. Il mio nuovo studio di Milano e tutti i lavori ed i progetti che vi vedranno la luce parleranno di questo!”.

 


During the 2012 Salone del Mobile, in Milan, Simone Micheli inaugurated his new office, a satellite of his historic headquarters in Florence and a bridgehead to Europe and the world. The office is located on via Ventura in the Lambrate district, an area undergoing massive growth and development. The intention is to mark out a unique and extraordinary spatial context in which a story rooted in the present- future and suspended between architecture, fashion, design, culture and human relationships can be told. The goal is to create a space that can celebrate the value of research, experimentation and evolution, and that can symbolize the construction of an intelligent future. The office will be used, therefore, as a genuine temporary urban living room where people can meet, think and communicate. It is a space-as-work, to be visited with a view to imagining another possible tomorrow and to be used in a transversal way to investigate, discover and communicate; to accept the future challenge to continue to expand humanity’s (design, content-based, moral, spiritual and technical-scientific) capabilities by creating “things” that leave a memory of themselves, and to acknowledge the present challenge to build a brilliant future founded on values, ethics, intelligence and exceptionality.
“The continual and rapid evolution of all systems, the ongoing research connected with the development and hybrid- ization of communications and disciplinary fields, are producing and will continue to produce increasingly com- plex three-dimensional dreams in which design, scientific discovery, technology and materializations of social change forcefully interact. Research in the design world will be ever more concerned with perceptual structures, with intelligent sensory microclimates that tend toward an abstract, immaterial reality brimming with features and information. The architecture of the future will increasingly become a reversible and lightweight object and/or system that must adapt to the dizzying variations of an infinite number of possible realities, capable in their turn of translating themselves into many other kinds of objects and/or systems. Architecture will have to be considered more and more as an aggregate of artificial or natural material animated only by the life that human presence brings. Our openness to the differences that affect our minds and our dreams will increase our awareness and our need for solutions that are increasingly complex, out of the ordinary, unlikely, unimaginable. Symbols and images belonging to different worlds will be brought together and processed, becoming part of languages that will remain personal and radicalized. Ongoing research into design and technology will lead us to conceive of hyperbolic solutions corresponding to a single theme: the alteration of known reality to give rise to other planets on which we might carry out our rituals, our movements and our gestures. Of this my new office in Milan and all the works and projects that will come to light there, will speak.”
 
 
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