TOWN@HOUSE STREET

Client

Town House

Place

Milan - Italy

Year

2010

Photos by

Jürgen Eheim

A project born in Milan but intended for the leading metropolis around the world. A commercial ground, on the first floor of Via Goldoni 33 has been transformed in prime hotel suite facing the street, without a reception and completely automated. An idea conceived by Alessandro Rosso and materialized by architect Simone Micheli, has given light to four suites original in the conception and in their image. A new contemporary hos- pitality concept is brought forth by the desire to retrain those degraded or abandoned metropolitan spaces; the canonical hotel stereotypes are totally refuted: the reception, lobby, stairs, lifts and corridors are omitted. The single suite overlooks straight onto the city street, each having an independent access directly from the glazed door facing the street, electronically controlled by an alphanumeric keyboard on which one can digit the reservation code carried out on line through the web site (www.townhousestreet.com). Whoever enters the suite does it without further filters, directly from the city, crossing the threshold of what once was a com- mercial activity disused by now. It is the very same city that enters the suite with the metropolitan traveller sliding along the wall permeating completely. A semantics osmosis in which meaning and meaningful coin- cide, the room becomes the city and vice versa “Home away from Home”. The macro photographs, realised by Maurizio Marcato depict breathtaking views over the city which enwrap the spaces expanding, transforming and containing in a confine space the ample dimensions of squares, streets, and most revealing monuments. The unique views which strongly distinguish the city, identify and name the four suites as “the street” giving each one a different flavour. The square becomes the entrance hall, the street is the corridor. Four palm trees four metre high, planted in as many vases still designed by Simone Micheli are coloured differently as per the suite dominant shade, in front of which they stand, settled on the pavement facing the windows, they recreate a sort of open, public V.I.P lounge which exclusively identify the “town@house street”. Even though it is diffi- cult to speak of a real exterior since the canonical borders between the interior and exterior merge, integrate, disappear in a symbolic dimension, both allusive and transfigured, Externally, the entrance windows of each suite are highlighted by 32” monitors suspended on shiny snow-white chain guards, windows overlooking other worlds which open onto as many windows, window cases: a memory of the commercial use for which the ground was set, open directly onto the rooms which are offered to the city and offering the city to their user. A continuous text generated by adhesive vinily film transfer chasing one another from a window to the other, along the entire height, filters the sun light tracing the fleeting limit between the interior and exterior otherwise perfectly permeable. A curtain. A flexuous and sinuous dark voile is the only real parting with the surrounding world. The four PHS suite (permanent hospitality spaces) “town@house street” of via Goldoni are approximately articulated on a 35 square metre surface each, with the exception of one double suite of around 50 square metre, emerging as real and proper mini apartments complete with every comfort. Every suite is equipped with a wardrobe, bathroom and kitchen. Every suite is different not only for the main colours and the digital printed images but also for design solutions applied on each furniture components. Urban trav- eller will be have at their disposal a jaguar during their holiday in town@house street.


Un progetto nato a Milano ma destinato alle principali metropoli di tutto il mondo. Un fondo commerciale, posto al piano terra di via Goldoni 33, si è trasformato nelle prime suite di un hotel fronte strada, privo di reception e completamente informatizzato. Da un’idea di Alessandro Rosso, materializzata dall’architetto Simone Micheli, sono nate quattro suite inedite, nella loro concezione e nella loro immagine. Generato dal desiderio di riqualificare quegli spazi metropolitani degradati o abbandonati, ha preso forma un nuovo concetto di os- pitalità contemporaneo: totalmente scardinati gli stereotipi dell’albergo canonico saltano la reception, l’atrio di ingresso, le scale, gli ascensori, i corridoi. Le singole suite si affacciano direttamente sulla città-strada, ognuna ha un accesso indipendente direttamente dalla vetrina fronte strada, controllato elettronicamente da un tastierino alfa-numerico sul quale poter digitare il codice della prenotazione effettuata on-line tramite il sito (www.townhousestreet.com). Chi entra nella suite lo fa senza ulteriori filtri, direttamente dalla città, varcando la soglia di quella che fu la vetrina di un’attività commerciale ormai in disuso. E’ la città stessa che scivolando sulle pareti, entra, insieme al metropolitano viaggiatore, nella suite e la permea completamente. In un’osmosi semantica in cui significato e significante coincidono, la stanza diviene la città e viceversa, “Home away from Home”. Le macro-fotografie, spettacolari sguardi sulla città realizzate da Maurizio Marcato, avvolgono gli spazi dilatandoli e trasfigurandoli, racchiudono in uno spazio chiuso le ampie dimensioni delle piazze, delle strade, dei monumenti più significativi. Gli scorci unici e fortemente caratterizzanti della città identificano e danno il nome “th street” alle quattro suite donando ad ognuna un sapore diverso. La piazza diviene l’atrio di ingresso, la strada il corridoio, quattro palme alte quattro metri, in altrettanti vasi, disegnati sempre da Sim- one Micheli, colorati in modo diverso in base alla tonalità dominante della suite di fronte alla quale si trovano, adagiati sul marciapiede antistante le vetrine, ricreano una sorta di V.I.P. lounge, aperta, pubblica, ed identi- ficano univocamente il “town@house street”. Esternamente, anche se è difficile parlare di un reale esterno visto che i confini canonici tra interno ed esterno si confondono, si fondono, si annullano in una dimensione simbolica allusiva e trasfigurante, le vetrine di ingresso di ogni suite sono evidenziate da monitor di 32“, so- spesi in lucidi nivei carter, finestre su altri mondi che si aprono su altrettante finestre, le vetrine, memoria dell’uso commerciale al quale era destinato il fondo, che si aprono a loro volta, direttamente sulle camere, regalandole alla città e regalando la città ai propri fruitori. Un testo continuo, generato da vetrofanie adesive che si rincorrono da una vetrina all’altra, per tutta la loro altezza, filtra la luce solare e segna il limite labile, e altrimenti perfettamente permeabile, tra interno ed esterno. Una tenda, un flessuoso e sinuoso velo oscuran- te, è l’unica vera separazione con il mondo circostante. Le quattro suite PHS (permanent hospitality spaces) “town@house street” di via Goldoni si articolano su di una superficie approssimativamente di 35 metri quadri ognuna, ad eccezione di una suite doppia di circa 50 metri quadri, configurandosi come dei veri e propri mini appartamenti completi di ogni comfort. Ogni suite è infatti dotata di guardaroba, bagno e zona cucina. Ogni suite inoltre si differenzia dalle altre, oltre che per il colore dominante e per le macro-fotografie che, come accennato precedentemente, rivestono completamente tutte le pareti, per le soluzioni formali adottate nel disegno dei singoli componenti dell’arredo. Gli urban traveller avranno a disposizione una Jaguar durante il loro soggiorno al town@house street.
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